Friday, May 14, 2010

Caro Chicco, a proposito dell'Energia Nucleare le dico che...

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Gentile Chicco Testa, accolgo il suo invito ad inserire un commento sul suo blog.

Le riconosco senz'altro una certa abilità sia nel promuovere il dibattito su di un tema complesso qual'è quello del nucleare che nel far firmare i suoi articoli e appelli anche a personalità del mondo scientifico.

Alcune di queste personalità si schierano a favore dell'opzione nucleare poichè credono di poter così veicolare / iniettare cultura scientifica nella società italiana. Esse infatti temono lo spirito "antiscientifico" diffuso in questo Paese e io condivido la loro preoccupazione.

Premesso ciò, è  però bene far sapere che  non necessariamente "gli scienziati" conoscono le questioni energetiche e le garantisco che ciò vale anche per la stragrande maggioranza dei fisici, nucleari o non nucleari. Costoro si occupano in genere di altre cose, non hanno mai visto una miniera di uranio nè una centrale nucleare e non sanno esattamente quanta energia si consumi in Italia e nel mondo nè di quanta ci sia realmente bisogno.  Certo, sono culturalmente predisposti a capire qualora decidano di informarsi e studiare. Alcuni scienziati e scienziate, ormai però anziani/e, sono cresciute in un'epoca (gli anni '50 e '60 del secolo scorso) in cui effettivamente si sperava che l'energia nucleare avrebbe potuto far fronte alle necessità elettriche degli umani. E' dunque comprensibile che siano affettivamente legati al tempo della loro giovinezza.

In quegli anni si sono poste le basi in diversi Paesi per lo sviluppo dell'industria e della tecnologia nucleare. Tali speranze si sono poi rivelate illusorie tant'è che la quota di energia da fonte nucleare è rimasta complessivamente modesta. E quei  Paesi che hanno una quota consistente di energia elettrica da fonte nucleare (per scelte fatte 50 anni fa) si troveranno presto a dover cercare alternative di approvvigionamento per il semplice motivo che quel processo industriale sarà sempre più  insostenibile nei decenni a venire.

Il fatto è che l'intero ciclo tecnologico, che parte dalla miniera di Uranio e finisce nell'erogazione di energia elettrica alle utenze, è estremamente complesso e genera un'infinità di problemi. Ha un enorme impatto ambientale e non è economicamente conveniente tant'è che nessun privato mette i suoi quattrini in quell'impresa. E scommetto che neanche lei, caro Chicco, lo ha fatto nè lo farebbe pur essendo imprenditore.

Gli scienziati che hanno compreso i fenomeni della radioattività e della fissione nucleare hanno scritto pagine grandiose nella storia della scienza tra il finire dell'Ottocento e i primi quattro decenni del Novecento. E' proprio in virtù e per rispetto di questa storia che risulta oggi assolutamente idiota l'idea di generare energia elettrica a partire dai nuclei di Uranio. Analizzando obiettivamente l'intera questione, si capisce infatti come tale ciclo sia un palese assurdo termodinamico.

Tante sono le applicazioni benefiche della radioattività, dalla diagnostica medica e industriale alla datazione dei siti archeologici. Ma nelle centrali nucleari la radioattività, anzichè avere effetti positivi, diventa un mega-problema a tutt'oggi ingestibile.

Rimanendo alle questioni locali è poi ovvio che, di queste centrali, non c'è oggi in Italia davvero alcun bisogno come dimostro con dati inequivocabili nell'ultimo post del mio blog

http://marcozoli.blogspot.com/2010/05/centrali-nucleari-e-risparmio.html

Caro Chicco, secondo me, lei farebbe dunque bene a rilassarsi e ad impiegare le sue energie in direzioni più appaganti, come faceva negli anni in cui studiava filosofia. Lasci perdere il nucleare e si mantenga fringuello...con simpatia

Marco Zoli

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